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Il guerriero ferito

05
GIU/24
Il guerriero ferito

Il guerriero ferito

Leggevo l'altro giorno la storia della freccia avvelenata, una parabola zen che sembra il Buddha raccontasse spesso.

Pare che un tempo un uomo venne ferito da una freccia avvelenata, e quando la sua famiglia accorse per aiutarlo e portarlo dal medico, egli si rifiutò. Iniziò a chiedere informazioni su chi l'avesse colpito, che colore fosse la sua pelle, a che casta appartenesse, quale arco avesse usato e mille altre domande. Morì senza avere avuto le sue risposte.

Spesso nella nostra vita quando ci succede qualcosa che facciamo fatica ad affrontare ci comportiamo in maniera simile: iniziamo a disperdere le nostre energie facendoci mille domande, cercando le cause di quello che è successo, continuando ad insistere sui perchè, sui dettagli, rimuginando sulle parole che abbiamo sentito, su come avremmo potuto agire diversamente... e perdiamo del grandissimo tempo, il tempo che l'uomo avrebbe potuto usare semplicemente per togliersi quella freccia e non lasciare che il veleno entrasse in circolo. Proprio come un veleno, tutte queste sensazioni si accumulano in noi amplificandosi e tormentandoci. Sprechiamo la nostra energia guardando indietro e perdendoci in cose del tutto irrilevanti invece di agire in maniera produttiva, di concentrarci su ciò che serve davvero in quel momento, di stare nel presente.

Quanto è importante per noi quella cosa? Che cosa vogliamo noi veramente? Quali sono le nostre priorità? Cosa ci serve in questo momento?

Domande che ci possono aiutare a fermare la nostra mente quando va in una direzione che non porta da nessuna parte.

 

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